LE GUIDE ERQIVA
Come verificare che la VPN funzioni correttamente?
La tua VPN è connessa, ma come esserne sicuri? Tre controlli semplici permettono di verificarne il funzionamento e individuare i problemi comuni.
Una VPN installata non è necessariamente connessa. Per verificare l’accesso Erqiva, incrocia tre riferimenti: stato di VPNClient, indirizzo IP visibile e navigazione. Questi controlli aiutano a individuare i problemi comuni; non costituiscono un audit completo di sicurezza.
I tre controlli essenziali
1. Verificare lo stato in VPNClient
Apri l’applicazione e cerca una conferma esplicita della connessione: lo stato «connesso» o l’equivalente, secondo la versione. La semplice scelta di un server, l’accesso all’account o un pulsante pronto per partire non significano ancora che la VPN sia attiva.
Se l’applicazione sta ancora connettendosi, attendi che confermi la sessione prima del test successivo. Per trovare le applicazioni compatibili, usa la pagina Applicazioni VPN Erqiva.
2. Confrontare l’indirizzo IP prima e dopo
L’indirizzo IP pubblico è quello che vede il sito a cui ti colleghi. Ecco un metodo semplice:
- Con la VPN disconnessa, apri uno strumento che mostri l’IP, ad esempio BrowserLeaks — indirizzo IP, e annota l’indirizzo visualizzato.
- Connetti VPNClient a un server e attendi la conferma.
- Ricarica la stessa pagina, con lo stesso dispositivo, browser e rete.
- Confronta gli indirizzi. Per una navigazione attraverso la VPN, l’indirizzo visibile deve corrispondere alla sua uscita anziché alla connessione abituale.

Gli indirizzi dell’illustrazione sono fittizi. Confronta i tuoi risultati, non questi valori.
Se il sito mostra IPv4 e IPv6, confronta ogni tipo separatamente. Una IPv4 diversa non basta a escludere un problema IPv6. Viceversa, l’assenza di IPv6 può semplicemente indicare che non è disponibile su quel percorso.
Non affidarti soltanto al Paese o alla città indicati: la geolocalizzazione degli indirizzi IP può essere approssimativa. Puoi anche scegliere un server nel tuo Paese e ottenere un IP diverso senza cambiare il Paese visualizzato.
3. Provare la navigazione
Apri due o tre siti abituali. Devono caricarsi normalmente. Se una sola piattaforma rifiuta l’accesso, non significa che la VPN sia disconnessa: potrebbe limitare le connessioni provenienti da una VPN.
Stato connesso + IP diverso + navigazione funzionante: questi tre indizi concordanti sono un buon primo controllo del percorso del browser. Non garantiscono né l’anonimato né la protezione di tutte le applicazioni.
Se l’indirizzo IP non cambia
Procedi in questo ordine:
- Verifica che VPNClient indichi una connessione stabilita e ricarica la pagina del test.
- Disconnetti e riconnetti la VPN, oppure prova un altro server disponibile.
- Se usi un’opzione di esclusione delle applicazioni o di split tunneling, verifica che il browser non sia escluso dalla VPN.
- Evita più VPN o proxy contemporaneamente durante la diagnosi. Mantieni la stessa rete per il confronto: passare dal Wi-Fi alla rete mobile cambia già la connessione iniziale.
- Se l’indirizzo pubblico abituale resta visibile, contatta l’assistenza dalla tua area clienti Erqiva, indicando dispositivo e passaggi del test.
Non considerare una semplice icona VPN una conferma sufficiente se i risultati si contraddicono.
Riconoscere una disconnessione
Una perdita di rete, la sospensione o il passaggio dal Wi-Fi ai dati mobili possono interrompere la sessione. Dopo questi cambiamenti, guarda lo stato in VPNClient e ripeti il controllo dell’IP se necessario.
Una pagina che continua a caricarsi non prova che la VPN sia ancora attiva. Secondo l’applicazione e le impostazioni, Internet può continuare a funzionare senza tunnel oppure essere interrotto da un blocco di sicurezza. Disponibilità e attivazione di questa funzione vanno verificate sul dispositivo.
Per arrestare volontariamente la VPN, usa il comando di disconnessione. Chiudere la finestra dell’applicazione non è sempre sufficiente.
Test DNS e WebRTC: leggere bene i risultati
Questi test completano le verifiche precedenti, soprattutto se noti un’anomalia.
DNS: quali server rispondono?
Il DNS traduce i nomi dei siti in indirizzi di rete. Un test DNS mostra i server che rispondono alle richieste del test.
Un nome o un Paese inatteso non bastano a concludere che ci sia una perdita: il browser può usare un proprio servizio DNS crittografato. Se i risultati suggeriscono l’uso del tuo operatore Internet nonostante la VPN, falli esaminare. Evita di cambiare più impostazioni DNS a caso.
WebRTC: quale indirizzo viene esposto?
WebRTC serve in particolare alle comunicazioni audio e video nel browser. Un test WebRTC può mostrare indirizzi locali e pubblici.
Il punto da esaminare è l’eventuale presenza del tuo indirizzo IP pubblico abituale mentre la VPN è connessa. Un indirizzo locale privato, come 192.168.x.x, non prova da solo questa esposizione.
Un risultato «nessuna perdita rilevata» descrive quel test, in quel browser, in quel momento. Non garantisce tutti gli utilizzi. Questi strumenti non hanno bisogno delle credenziali VPN: non inserirle mai in una pagina di test.
In caso di dubbio, conserva i risultati e chiedi aiuto a Erqiva. In una schermata destinata all’assistenza, nascondi password e informazioni personali non necessarie.
Informazioni verificate il 16 settembre 2026. Per approfondire: come funzionano le perdite DNS e presentazione del test WebRTC.